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LIVE TRACKING : 13/8, 2017 (DALLE 0800)

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domenica 20 agosto 2017

Cactus Chronicles: in bdc per il Giro del Daino (20/8, 2017)

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Uscita bdc il cui percorso avevo tracciato mentalmente giorni fa, prima della strinata di venerdi us.
Poi, visto che mi sono iscritto (solo per la bdc) sul quella sorta di Grande Fratello dei ciclisti che prende il nome di Strava, mi sono detto che poteva essere uno stimolo per spingere un poco di più a prescindere se le gambe mi avessero fatto male o no.
Lascio Verona (22°) infatti con le gambe ancora un poco di ghisa ma approfitto della Salita delle Torricelle da Borgo Venezia per farle girare e velocemente arrivo al gpm, svoltando per prendere in discesa la Castellana fino a Poiano.
Prendo in direzione nord fino a Grezzana, dove vado a prendere l'impegnativa salita che porta a Montecchio.
Abbatterò di 1'28'' il mio precedente PR su Strava.
Temperatura piacevole che in cima regalerà 19° e qualche centinaio di metri dopo un'anziana sorridente mi chiama a bordo strada mentre lancia delle mele selvatiche su un campo.
"Guarda che belli" mi dice e mi accorgo che parlava di un esemplare di daino maschio  con le sue femmine (aggiornamento del 21/8: grazie a D. per avermi fatto notare che trattasi di daino e non di cervo. Titolo post corretto di conseguenza), riferendomi anche che a volte gli arrivano fino alla porta di casa, in contrada.
Sosta volante e foto ricordo, anche se il daino era molto sospettoso, nonostante la recinzione, per cui non mi avvicino molto.
Si prosegue in discesa fino ad arrivare al bivio per Negrar e arriverò sempre in discesa a Negrar incrociando 500 mt prima del dietro front un team di stradisti in senso contrario.
Riprendo a salire sentendo le gambe che girano subito bene e mi dico che, se riesco ad arrivare alla coda del team incrociato in discesa, sarebbe un buon segnale.
A metà salita circa aggancio e supero i primi due.

A seguire altri due stradisti singoli e arriverò in cima, migliorando il mio PR di 2'20".
Bene, mi sembra di aver pienamente recuperato da venerdì, nonostante la donazione di sangue (lunedì us) tenda a indebolirmi per almeno una settimana ma si vede che sono bastati pochi giorni per recuperare e forse venerdì ero ancora un poco sottotono.
Discesa che mi porterà fino ad Avesa e quindi Verona, dove vado a prendere la Salita delle Torricelle lato via Mameli.
Al Gpm discesa fino a Porta Vescovo e mi dirigo a Montorio per andare a prendere la Salita fino a Castagnè.
Gambe a tratti legnose, spingo ma non troppo perchè ho ancora abbastanza salita da fare oggi.
Da Castagnè discesa fino al Cimitero di Mezzane e successiva svolta a sx, direzione incrocio con Castagnè.
Tempo di iniziare la Salita che mi porterà a Castagnè via Postuman.
Arriverò in ritardò di 28" dal mio PR ma sono soddisfatto.
Devierò per andare a prendere il tratto Moruri - Magrano  - bivio S.Rocco.
I mt+ cominciano ad accumularsi in pochi km ed il caldo oramai picchia in testa.
Arrivo all'incrocio e devio direzione sud, prendendo per Pian di Castagnè, Montorio e a Verona chiuderò il giro.

La bella uscita regala 85 km e 1867 mt+ anche se Strava racconta che sono 1972 mt+ ma i modelli altimetrici che utilizza il sito non sono precisi (tendono ad essere più di quelli reali).
Guardate che bello il profilo altimetrico dell' uscita odierna!

Arrivato a casa mi sparo una coca bella fredda e scarico i dati dal gps, andando a vedere che in alcuni segmenti ho fatto un balzo in avanti e goliardicamente informo via dm di twitter il ciclista superato.
Scambio di battute scherzose e ci salutiamo.
Doccia fresca e, visto che da oggi e per una settimana sono scapolo geografico (Ds ed Erede dalla suocera in Piemonte), tiro fuori dal congelatore una porzione di parmigiana e nel pieno rispetto della cicloignoranza non manca una bella birra fredda.

Direi che la prima metà della giornata è andata meravigliosamente.
Ora, a parte scrivere il post, è tempo di cercare lo streaming per la Vuelta.
Nel frattempo...
Ale continua a ricognire tratti nuovi da rifare insieme, con partenza da Contrada Pelosi di Campofontana, località dove passa l'estate con famiglia

Luca e la Baba scorazzano in Croazia, tra erte ripide e tramonti sulla spiaggia.


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venerdì 18 agosto 2017

Cactus Chronicles: bdc muscolare contro e-bike 1-0 (18/8, 2017)

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Uscita bdc che doveva essere la prima di 3 in tre giorni ma la cui evoluzione mi obbliga a rivedere la pianificazione ciclistica del fine settimana.
Partenza nel primissimo pomeriggio, trovandomi a pedalare con molto più caldo delle previsioni, con una punta massima di 39°, riportata dal gps uscita durante.
Da Verona in direzione Diga del Chievo e a seguire Ciclabile del Biffis fino a Rivoli via Bussolengo.
Pochissimi ciclisti in giro, c'è un caldo allucinante e sudo a buso.
Da Rivoli a Caprino e, poco prima dell'inizio della salita, rallento per tirare fuori una barretta e in quel momento mi svernicia una ebike, tipo gravel, con motore Bosch, pedalato da un 40/45enne...
Il pseudo ciclista (per me non sono veri ciclisti, poi pensate quello che volete) mi guarda e sorride, senza salutare, come dire "guarda come vado su forte".
Si allontana lungo i ripidi tornanti iniziali e penso a cosa possa servire dal punto di vista del gesto atletico e del cardio pedalare in quella maniera... e non trovo risposte.
Vai in mona...
Riparto, sudando copiosamente lungo i ripidi tornanti.
L'acqua della borraccia è calda oramai...con i sali mi sembra di bere del the....
Alcuni tornanti prima della curva che precede il cartello di Lumini vedo l'ebike.
Guarda guarda..
Mi dovrei conservare perché il piano prevederebbe di uscire anche domani ma scatta l'embolo...
Aumento la cadenza, la velocità aumenta, vado in soglia.....
Lo aggancio e supero di slancio....
Vado fuori soglia...
Alla curva di Lumini lo vedo a 30 metri in rimonta ma oramai devo bruciare quello che avevo messo da parte...
Al gpm di Lumini è ormai ad almeno 150 mt...accellero...
Bye bye...
Arrivo al Passo dello Sceriffo in solitaria e sarà molti minuti dopo che lo vedo arrivare, mentre al bar bevo una coca.
Avrò vinto la Coppa del Nonno di giornata ma al Gpm (28°) sono divelto, vuoi il caldo, vuoi lo sforzo.
Riparto e supero San Zeno, Castion, Affi, riprendendo  poi la Ciclabile del Biffis.
Tutto discesa...
Sarà quando si tratterà di spingere che mi ritrovo le gambe di ghisa ed un pre - crampo al polpaccio dx.
Pedalerò arrivando a Verona manco avessi fatto una 200 km....

Chiudo con 91 km e 900 mt di ascesa... ma mi sembra di averne fatto il doppio.




L'uscita di domani salta e mi proietto su quella di domenica mattina che - causa pioggia durante la notte di sabato - dovrebbe portare temperature più fresche di quelle odierne.
Non reggo proprio più il caldo.... come cambia il metabolismo negli anni.
Nel frattempo...
Ale (S) pedala in mtb, ricognendo tratti tra Durlo e Brea.

Luca (P) continua la sua vacanza con la Baba in Croazia... pedalando chiaramente

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domenica 13 agosto 2017

Cactus Chronicles: bdc con gli Invincibili (13/8, 2017)

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Uscita bdc che permette di rimettere le gambe in moto dopo il raid mtb terminato mercoledì u.s..
Partenza alle 0800 circa, direzione Caprino via Chievo, Bussolengo, Ciclabile del Biffis, Rivoli e a seguire la salita di giornata.
Giornata stupenda di sole ma senza il caldone delle settimane scorse.
All'altezza della Diga del Chievo aggancio stradista di cui - man mano che mi avvicino - noto la disabilità.
Sull'arto sx una protesi ma da come andava non si vedeva di certo la differenza, anzi.


Ho un enorme rispetto per queste persone, per me dei veri Eroi, degli Invincibili come descritti nel programma del 2011, condotto da Marco Berry su Italia 1.
Ricordo ancora la puntata che parlava di Andrea Pusiteri 
Lo osservo da dietro, ammirato.
Perfettamente simmetrico, potente.
Dopo Bussolengo lo supero e lo saluto, lui ricambia.
Abbiamo circa la stessa età, credo, anno più anno meno.
Ti domandi sempre cosa possa essere successo, cosa abbia dovuto affrontare e superare.
Si mette per un poco a ruota poi lui devia e io proseguo.
Ciao Invincibile
A Rivoli salita e poi salita nuovamente per arrivare a Caprino.
Salita di giornata la Caprino - Passo dello Sceriffo.

Curioso di capire la condizione post raid, mi ritrovo a spingere bene, meglio dell'ultima volta.
Il dati del gps riporteranno un battito cardiaco medio in salita di 152 e una cadenza media, sempre in salita, di 78 rpm.
Temperatura al gpm di 20°, sono salito senza soffrire troppo il caldo.
A seguire discesa verso San Zeno di Montagna, Castion, Affi.
Poi ciclabile del Biffis, Bussolengo, Diga del Chievo e Verona, facendo la Salita delle Torricelle per arrivare a casa a Borgo Santa Croce.



















Chiudo con 93 km e poco meno di 1000 mt+ di ascesa.

Domani donazione sangue e poi il 16 si ritorna a lavoro, le vacanze sono finite.
Prossime uscite: venerdì e domenica in bdc e forse sabato in mtb.
Nel frattempo...
Ale fa un'uscita in Lessinia partendo da Campofontana esplorando tratti tra la Lobbia, Malga Laghetto e il Rifugio Bertagnoli

Luca (P) e la Baba - in vacanza in Croazia - vanno a caccia di spiagge isolate con la Fat Bike

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giovedì 10 agosto 2017

Cactus Chronicles: Raid mtb "Skull" (8-9/8, 2017)

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Raid mtb di 2 giorni in solitaria, tra le Piccole Dolomiti e la Lessinia, tanto impegnativo quanto affascinante, in ragione dei tratti tecnici e dei diversi contesti paesaggistici nei quali ho pedalato.
Percorso disegnato da tempo, che contemplava tratti conosciuti a vere e proprie prime volte, uno degli obiettivi dei miei raid ed escursioni, ossia l'esplorazione di nuovi tratti, per conoscere sempre più i territori in ottica future attività pedalatorie.

"Viaggiare per commuoversi di fronte ad un panorama.
Viaggiare per capire di non avere nient’altro che la propria libertà."
(A. Ranzani)

1° giorno (8 agosto 2017)
Il primo giorno del raid inizia a Rovereto, in Trentino, dove ero giunto col treno da Verona.
Lascio Rovereto direzione Rifugio Monte Zugna, mi attendono 18 km di salita che mi portano dai 197 mt della partenza ai 1865 mt della Croce del Coni Zugna.
Tratto anonimo ma pur sempre impegnativo quello dei primi 12 km fino ad Albaredo, dove alla fontana riempio borraccia.
Niente camelbak al seguito, ho studiato bene la posizione delle fontane nei due giorni e non dovrei avere problemi idrici.
Superati i 1000 mt di quota l'aria comincia a farsi più frizzante ma sto pedalando in salita quindi fa solo piacere.
Arrivato al rifugio è tempo di un paio di croissant ed un succo visto che avevo fatto colazione alle 0430.

Riparto direzione il gpm e ad un certo punto sulla dx del sentiero vedo delle corna e mi fermo.

Trattasi di teschio di camoscio, chissà se conseguenza di una predazione o di un cacciatore.
Arrivo alle rovine dei Forti della I^ guerra mondiale

e proseguo in ripida ed impegnativa salita verso la Croce del Gpm.
A sud è chiaramente visibile il Gruppo del Carega e sotto di me la Valle dei Ronchi.

La giornata non è limpidissima ma la temperatura è ottimale per chi pedala.
Non c'è anima viva in giro.
Sono i vantaggi di pedalare in settimana partendo molto presto la mattina.
Dal gpm breve discesa tecnica e quindi riaggancio il sentiero direzione Passo Buole.

A seguire un tratto bellissimo con lungo single in parte esposto che mette alla frusta la conduzione della mtb ma che conosco bene, avendolo più volte fatto da solo od in compagnia di Ale (S).
E' su questo tratto che sento pietre rotolare e vedo con la coda dell'occhio un camoscio che correva avendomi visto. 

Fermarmi al volo e fotografarlo non è stato semplice ma ho la macchina nella tasca laterale dei baggies.
Prima un teschio (skull in inglese), poi un animale vivo della stessa specie, il cerchio della vita...

"Effimere e senza valore sono le cose umane: ieri un moccioso, domani mummia o cenere. 
Trascorri dunque questo breve istante di vita in armonia con la natura e muori serenamente, come l’oliva che una volta matura cade al suolo benedicendo la terra che l’ha prodotta e ringraziando la pianta che l’ha generata"
(Marco Aurelio)

Proseguo su tratti che sono un promo motivazionale per la mountain bike.

Oramai vedo Passo Buole ma c'è ancora da sbogolarsi lungo single e strade forestali, fatte con il giusto flow in ragione del fatto che non c'è nessuno in giro anche se faccio la dovuta attenzione nelle curve cieche per evitare sorprese. 

Arrivo a Passo Buole

Ora inizia la discesa, tecnica a tratti, che da Passo Buole mi porta a Contrada Zendri lungo il 117.


Discesa che conosco bene, avendola ricognita anni fa e che poi ho inserito spesso nelle escursioni.

La lunga discesa da single diventa poi strada forestale e mi conduce ad agganciare la strada asfalta che conduce dopo qualche km a Zendri dove riempio la borraccia alla fontana.
Mi trovo in Vallarsa.
Proseguo per Ometti e alla galleria chiusa ricomincio lo sterrato, ho fatto circa 3 km di asfalto, tempo di rientrare al fresco dei boschi.
Passo davanti alla cascatella della Val Gerlano ma proseguo, fermandomi a riempire la borraccia alla fontana successiva.

Arrivo a Colletto Siebe e proseguo direzione Rifugio Campogrosso, dove poco prima entro in Veneto, nella provincia di Vicenza.

Panetto e coca, per prepararmi ad affrontare il tratto nuovo, mai fatto precedentemente.
Sia io che Ale (S) abbiamo fatto altri tratti che ci portavano al Rifugio Battisti, mia destinazione finale di giornata, ma mai il tratto in questione.

"I sentieri si costruiscono viaggiando"
(Franz Kafka)

Veloce discesa direzione Recoaro 1000 ma ad un certo punto svolto per agganciare uno sterrato.
Davanti a me il panorama delle Piccole Dolomiti, con in fondo il punto di arrivo.

Su sterrato arriverò al Rotolon che attraverserò per poi andare a cercare il sentiero successivo.

Il sentiero risulterà pedalabile per l'80% con un paio di tratti a spinta ma che si contraddistingue per la presenza di due fontane presso alcune malghe.

Supererò le contrade di Stumpese e Pre Alti e arriverò a Malga Lora, dove riapprofitto della fontana.
Fa caldo e bisogna bere.
Da Malga Lora riaggancio l'asfalto che mi conduce al Rifugio Battisti ma la variante mi ha permesso di stare in quota e facendomi risparmiare 300 mt circa di dislivello.
Arrivo al Rifugio Battisti e chiudo la prima giornata del raid.

Se ne sono andati 53 km e 3040 mt di ascesa

Saluto Marco, mi prendo una Weissen e toltami la maglietta e le scarpe mi sdraio sul prato.
Finita la birra faccio pure un'oretta di pennica.
Metto poi la mtb nel deposito, doccia e a cena zuppa d'orzo, carne salada e dolce di cioccolato e pere.
Ciacole con Marco e poi vado a dormire.






2° giorno (9 agosto 2017)
Sveglia, colazione e partenza.
Durante la notte ha piovuto un poco, l'aria è frizzante.

Il cielo del primo mattino è nuvoloso ma sono attrezzato per l'eventuale pioggia che comunque sia il meteo che il radar non prevedono e non vedono.
Direzione Malga Pizzegoro lungo il sentiero dei Grandi Alberi.

E' presto, pedalare in queste condizioni meteo ed in questo contesto è cibo per gli occhi e per l'anima, il mio senso della mountain bike, lontano anni luce da gare e raduni chiassosi.

Mi godo questo tratto, ben sapendo quello che mi attende davanti.

Arrivo a Malga Pizzegoro  e alzando il naso vedo in alto il gpm della Sella del Campetto.

Una salita durissima fatta parecchie volte.

Il profilo altimetrico da un'idea di cosa sto parlando.
Quando non manca molto mi giro e sulla dx si vede la partenza.

Il dislivello è evidente e si vede la stradina che in 4 km ti porta in cima, tra ripidi rettilinei e tornanti.
Arrivo al Gpm ed in cima sosto il tempo della foto volante a causa del forte e fresco vento.

Dal gpm mi attende ora il bellissimo tratto verso Bocchetta Gabellele.

Tratto stupendo che non mi stancherò mai di fare.
Arrivo a Bocchetta Gabellele e, prima di deviare per il Rifugio Bertagnoli, salgo sullo sperone di roccia.
In basso si vede il Rifugio Battisti e il Rotolon, ne ho fatta di strada e di salita.

Tempo di riprendere a pedalare, lungo  lo sterrato in discesa che mi conduce al Rifugio Bertagnoli.

Panetto e coca e prendo la discesa, perdendo quella quota che aveva regalato temperature fresche e piacevoli.
Si avvicina l'inizio del nuovo tratto, che mi deve portare al gpm di Campofontana.
In altre escursioni ero risalito via il ponte di Contrada Molino ma era tempo di provare qualcos'altro.


"Non andare dove il sentiero ti può portare; vai invece dove il sentiero non c’è ancora e lascia dietro di te una traccia"
(Ralph Waldo Emerson)

Subito ripida salita fino a Contrada Grazzari, poi inizio il single che in salita mi porterà verso Contrada Gerolin con un breve tratto iniziale a spinta.

Single pulito di fresco, con pendenze impegnative ma agile agile arrivo al gpm


Poche centinaia di metri e aggancio la Sp 43.
Alla mia sx vedo il Monte Falcone, ero li qualche ora prima. 
Quanta strada si fa in mtb se si ha allenamento e voglia di pedalare.

Se svoltassi a dx arriverei velocemente a Campofontana...ma il percorso non lo prevede.
Pochi km di bitume direzione Crespadoro, fino ad agganciare prima lo sterrato e poi il single che da Rancani mi porterà a Golge e quindi a Gaiga.

Mi attende un lungo mangia e bevi su single che mette sempre la gamba in tiro.

La quota è più bassa, le ore passano, il caldo si fa sentire e sudo parecchio.
Aggancio lo stretto bitume che da Durlo porta a Campofontana, agganciando pochi km prima la Sp.
Sono entrato nella provincia di Verona, mi sento quasi a casa...
Da Campofontana a Contrada Pelosi sarebbe meno faticoso se facesse meno caldo ma sono le 12 e sudo copiosamente.
A Contrada Pelosi vado da Ale (S), arrivato da poco dal lavoro e mi offre le cocacola promesse e del cioccolato fondente. Grazie ancora.
Ciacole ed impressioni sul percorso, visto che anche lui è un esploratore ed è interessato.
Riempio la borraccia e riparto,
Giù in discesa via Corno Barilla e poi si risale, prendendo la salita su bitume direzione Velo ma deviando poi verso Tezze, dove riempio nuovamente la borraccia.
Caldo allucinante e metto la testa sotto la fontana.
Proseguo per La Bettola ed infine arrivo a Malga Vazzo.

Ora di fare discesa e prendo la vecchia Legend che passa per Corlaiti, Campari, Bonomi, lungo bei tratti nel bosco.
Spunto sul bitume che mi porta a San Rocco.
Tempo di Pissarotta via Paravanto e arrivo a Mizzole.
Si riprende lo sterrato che mi porta al Piloton, dove concludo idealmente il Raid.

Arrivo a Ponte Florio e a seguire Verona.
Sosta da Luca (P) che mi attendeva in bottega per avere un resoconto del Raid al quale avrebbe partecipato non avesse avuto bagoli in questi giorni.

Chiudo il secondo ed ultimo giorno con 81 km e 2254 mt+ di ascesa.

Ha così termine questo raid in solitaria che, come negli anni precedenti, lascia in ricordo tante immagini e tante emozioni, difficili da descrivere.

"Una volta che hai viaggiato, il viaggio non finisce mai, ma si ripete infinite volte negli angoli più silenziosi della mente. 
La mente non sa separarsi dal viaggio"
(Pat Conroy)


Considerazioni

Lo zaino amplifica lo sforzo fisico con i suoi 4 kg tra barrette, cambio, saccoletto, antipioggia e copricasco, più cosine varie (batterie gps, cartine, radiolina Pmr) che prese singole pesano poche ma che sommate...
Ottimo il posizionamento del kit assistenza meccanica sull'orizzontale.
Eccellenti le nuove coperture, le nuove Nobby Nic nella versione Snakeskin DD
Alla fine un percorso che da Rovereto mi ha portato a Verona, attraversando 2 regioni (Trentino e Veneto) e 3 province (Tn, Vi, Vr).

134 km e 5294 mt+ di ascesa

Molto soddisfatto della condizione atletica, mai avuto problemi di crampi o cali di prestazione, ho pedalato sempre agile e regolare.
Lato cardio ho avuto conferma di essere nel picco di forma.
Ora riposo muscolare e poi domenica sgambata in bdc.
Keep in touch!

"Tra vent’anni sarete più delusi per le cose che non avete fatto
che per quelle che avete fatto"
(Mark Twain)