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sabato 17 giugno 2017

Cactus Chronicles: "Pasubio mtb Ronde" (17/6, 2017)

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Uscita mtb spettacolare e durissima, che mi ha visto pedalare, in compagnia, sul Gruppo del Pasubio. 
Siamo in 4 (scrivente, Luca P., Ale S., Roby G.) a partire da Verona col treno delle 0525, direzione Rovereto, dove arriviamo alle 0615.
Percorso disegnato da scrivente qualche tempo fa (subirà qualche variante al ritorno) e che dovevo fare con Ale, ma che aveva suscitato l'interesse immediato di Luca (che si prende mezza giornata di ferie) e di Roby. 
Manca all'appello Bruno (G), che aveva manifestato il suo interesse ma che è impegnato in un'uscita gravel di più giorni con la sua signora. 
Sarà per un'altra volta, Bruno!
La prima salita inizia praticamente...subito, poche centinaia di metri dalla stazione, e ci porterà dai 204 mt di Rovereto ai 1825 metri del Rifugio Lancia.

Circa 21 km di salita che ci metteranno nelle condizioni di preparare per bene le gambe per quello che ci attenderà dopo.

Poco dopo Giazzera Luca allunga e lo ritroveremo al Rifugio, dove arriverà con circa 20 minuti di anticipo, segno che il disturbo intestinale, che lo aveva colpito due giorni prima, è oramai un ricordo.
Ci sono 11° ma per noi sono di più, visto che eravamo in salita, ma dai 1200 mt in poi l'aria si fa piacevole.
Panetto e coca e poi si riparte, praticamente soli, vista l'ora di partenza, tranne i primi escursionisti.

Si arriva a Malga Pozze e inizia il single sul Sentiero delle Sette Croci, che ci porterà al Rifugio Papa.
Single che comporterà  tratti facilmente pedalati alternati a tratti tecnici, 

non senza tratti spallati.


Ambiente favoloso, cielo blu, siamo solo noi e la natura, ci troviamo alla sx (orografica) del Monte Buso.

Di tratto in tratto arriviamo in punti che hanno fatto la nostra Storia d'Italia e sostiamo osservando l'immenso panorama intorno a noi.
Verso nord l'Adamello con le cime imbiancate dalla neve.

Osservando il filo spinato della Selletta Comando a quota 2059, non possiamo non pensare a quei soldati italiani che su queste montagne hanno versato il proprio sangue.

Proseguiamo in direzione delle Sette Croci.

Siamo quasi in vista delle Porte del Pasubio.
Siamo sul Dente Austriaco e sul Dente Italiano, si respira aria di Storia.
Superata la Chiesetta Votiva 

e l'Arco Romano, 

ci troviamo di fronte alle Porte del Pasubio.

La prima parte della dura escursione volge al termine.
Arrivo presso l' incrocio per il Rifugio Papa (1928 mt) e non posso non pensare a quanto ci attende nella 2^ parte dell'escursione, che inizierà con la Salita degli Scarubbi e che osservo di fronte a me, nella sua ultima parte.

Ma è ora di panetto e coca al Rifugio.

Ne avevamo bisogno e ci gustiamo ogni singolo istante

Risate, battute e poi arriva il momento di ripartire, ci attende ora - come scritto prima - la seconda parte dell'escursione, che prevede di scendere dalla Strada degli Eroi e risalire alle Porte del Pasubio dalla Strada degli Scarubbi. 

Strada degli Eroi che ha sempre un fascino particolare e che è sempre bellissimo pedalare

Tra scorci di cielo e gallerie arriviamo presso il Passo di Pian delle Fugazze e proseguiamo su bitume fino a Ponte Verde.
E' ora di iniziare la Strada degli Scarubbi.
Sarà durissima per tutti, il sole allo zenith ci fa grondare di sudore, ognuno sale del proprio passo, raggruppandoci di tanto in tanto.
Dai 1300 mt cominciamo ad apprezzare la temperatura in diminuzione ed un leggero e piacevole venticello.

Quando, dopo l'ultima vera curva, scorgiamo le Porte del Pasubio, sappiamo che non manca molto al Rifugio Papa.
A metà salita abbiamo superato i 3000 mt di ascesa positiva in 60 km, occorre un'altra pausa panetto perchè le difficoltà non sono ancora finite.
Strudel e coca/lemonsoda e si riparte.
Superiamo l'Arco Romano e ci dirigiamo verso le Sette Croci.

E' un continuo salire e rilanciare, un lungo tratto tecnico con improvvise rampe e single stretti esposti, con radici di pino mugo che amplificano le difficoltà ma che a questo punto dell'uscita appaiono di poco conto.




Il lungo e spettacolare single sulla dx orografica del Monte Roite, ci porterà sul Piccolo Roite (prima foto del post) dove inizieremo un altro spettacolare single che ci porterà a Malga Pozze.



Arriviamo al Rifugio Lancia e rifaremo, questa volta in discesa, la prima salita di giornata e che ci riporterà a Rovereto.
Birra finale al bar della stazione e riprenderemo il treno che 45' dopo ci riporterà a Verona.

Il percorso ci ha regalato 88 km e 3800 mt di ascesa positiva.

Solo 8 i km di pianura e ben 42 km di salita.
Lato compagnia che dire?

Grazie a Luca (1° a sx), Ale (2°) e Roby (4°) con i quali avevo già pedalato...e ripedalerò ancora altre impegnative escursioni.
Sempre col sorriso, sempre positivi, grande gamba....grande compagnia.
Alla prossima!

venerdì 9 giugno 2017

Cactus Chronicles: 8 Gpm in bdc restituiscono 4431 mt+ (9/6, 2017)

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Uscita bdc di quelle da cerchiare sul calendario col pennarello rosso. 
Avevo in testa il giro da qualche mese ma stavo costruendo la mia condizione e solo dopo diversi step, relativi a distanza ed ascesa accumulata, ho preso la decisione di farla.
Dopo le uscite bdc, dove la lunghezza delle stesse era l'obiettivo primario, ho cominciato a mettere su ascesa positiva, passando dai 2000 ai 3000 e quindi puntando ai 4000 mt+, l'obiettivo odierno.
Il mio spirito ramingo mi ha spinto a disegnare un percorso che mi ha portato parecchio ad est, scavalcando numerose valli, arrivando in provincia di Vicenza e quindi rientrando a Verona via Lessinia.
Partenza di prima mattina, direzione San Martino via Ferrazze e a seguire Quattro Strade di Lavagno, Illasi e Cazzano, dove infilo la 1^ - facile - salita che mi porta a San Felice.
Discesa e mi dirigo verso la 2^ salita che mi porterà da Cazzano a Marsiglio (circa), lungo un'interessante e non semplice salita - praticamente deserta- che, una volta in cima, mi permetterà di vedere dall'alto Montecchia di Crosara, in Val d'Alpone.
Da Montecchia mi dirigerò verso nord, lungo un percorso mai in pianura, con lieve percentuale di salita, con tratti che diventano leggermente più difficili man mano che mi avvicino a  Vestenanova.
Da Vestenanova prendo la 3^ salita, che mi porterà ad Alberomatto, niente che il giusto rapporto ed una condizione normale non possano permettere di superare agevolmente.
Dal 3° gpm mi affaccio sulla Val di Chiampo, oramai sono entrato nella provincia di Vicenza.
Le gambe girano bene, io sono sempre in conserva, pedalo le salite a circa 75/80 rpm di media .
Discesa che mi porterà a nord di Chiampo e, una volta intercettata la provinciale, mi dirigo a nord, verso San Pietro di Mussolino.
Ora le cose si fanno un poco più serie perché il 4° gpm è quello del Passo di Santa Caterina.

Luca me lo aveva descritto come semplice ed un gpm della Granfondo Liotto ma quando devi fare tante salite devi rispettare tutti i gpm, tenuto anche conto che dopo Passo Santa Caterina me ne rimangono ancora quattro, di cui due impegnativi.
Prima parte più semplice, più impegnativa l'ultima parte ma arrivo su senza soffrire.
Interessante come la prospettiva delle nostre montagne da altre salite ce le faccia apparire differenti.

Al gpm (prima foto del post) ciacolo con un simpatico pensionato vicentino di Valdagno, che si occupa del prato della chiesetta. 
Parliamo di montagne e sentieri della Lessinia, scambiandoci pareri e consigli. 
E' stata una conversazione piacevole.
Tempo di fare un pezzo dietro front, svoltando poi al bivio, prendendo in discesa verso Altissimo e a seguire Molino dove aggancio la provinciale che mi porta a Crespadoro e a seguire direzione Durlo.
Soffrirò questo tratto, per la pendenza un poco spaccaballe (nè poco nè tanto) ma sopratutto per il caldo asfissiante che mi spinge a bere parecchio, soffrendo la salita.
Fortunatamente man mano che si sale la temperatura si abbassa e arrivo a Durlo, dove inizio la 5^ impegnativa salita, lungo una stretta strada di montagna.
Nella foto si vede la Purga di Durlo e in basso a dx la strada che da Crespadoro mi ha portato ad inizio salita.

Salita più impegnativa del tratto Crespadoro-Durlo ma più piacevole per via delle temperature e che mi porterà ad agganciare, verso la fine, la provinciale che mi riporterà nel veronese e quindi al 5° gpm.

A questo punto mancano 2 km circa in salita, per svoltare a sx all'altezza del cartello di Campofontana, direzione Contrada Pelosi, dove mi attende Ale (S), in ferie per una settimana ma impegnato in lavori agricoli nella sua casa in Lessinia.
Ale mi fa trovare pane e salame e non mancano due coca cole.
Mangiamo insieme e ciacoliamo un pò.
Grazie mille.
Tempo di ripartire e prendo in discesa verso Corno Barilla e a seguire Contrada Bernardi.
Vado ad agganciare la salita che mi porterà al gpm più lungo ed impegnativo, quello di Passo Branchetto.
Fa caldo, salgo regolare, senza strappi, cercando di rimanere agile ma senza perdere velocità.
Arrivo a Velo, riempio la borraccia e proseguo per il gpm, passando chiaramente per i Parpari, dove le nostre montagne appaiono, nel loro insieme, più familiari da questa lato.

La temperatura si abbassa, ci sono 18° e si sta.... benissimo.

Arrivo al 6° gpm e sento che ho bisogno di far riposare un poco le gambe ma ora c'è una lunga discesa, verso Bosco Chiesanuova e a seguire Cerro, giusto a pennello
A Cerro svolta in direzione Val Squaranto e vado a prendere la salita che mi porterà al 7° gpm, quello di Roverè.
La quota ora è più bassa, il caldo è asfissiante e al gpm mi fermo per una coca ed un pasta.
Riempio la borraccia alla fontana e tempo di partire mi accorgo della pressione bassissima della ruota anteriore. 
Veloce pit stop con una pezza adesiva, che va a coprire un forellino.
Riparto e dovrei andare a San Mauro di Saline ma sono soprappensiero e prendo invece per la Val Squaranto, via Plonech.
Il bello è che me accorgo...a Plonech!
Il tratto è sempre bello e poi mi dico...ma non sto andando a San Mauro!
Il navigatore nella testa ricalcola il percorso e quindi rientro in Val Squaranto...e prendo la Pissarotta.
Avevo letto che domenica scorsa molti stradisti avevano forato...quindi incrocio le dita.
Arrivo al Confin e prendo la salita per l'ultimo gpm, l'8°.
Direzione Paravanto quindi.
Supero due stradisti ma penso che non devono essere molto allenati se a questo punto dell'uscita li supero senza problemi e li stacco.
Arrivo in cima e svolto a dx, con il gpm nei pressi di Margiuri.
Basta salite.
Aggancio la strada che porta al Pian, quindi Montorio e Verona.

Chiudo con 166 km e 4431 mt+ di ascesa accumulata.

Grande soddisfazione.
Obiettivo raggiunto.
Sono stati 70 km di salita con pendenza media del 7%
Grazie ancora ad Ale per il pit stop.
Ora vediamo come sto domani a livello di stanchezza generale, potrei anche decidere di non uscire in bdc domenica mattina e riposarmi, fattore comunque... allenante
Dopotutto ho dato abbastanza oggi
Keep in touch!

domenica 4 giugno 2017

Cactus Chronicles: bdc col brivido...(4/6, 2017)

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Uscita bdc a due facce, con una parte piacevole ed una parte da dimenticare, causa un brutto episodio che avrebbe potuto portare a spiacevoli conseguenze.
Partenza alle 0800 da Verona direzione la Lessinia.
Lugo e Bellori facendo girare le gambe a 100 rpm, con residui del lungo in bdc di venerdì u.s. ancora in circolo.
Attacco la salita Bellori - Bosco Chiesanuova.

Sono 12 km di salita che dai 345 mt di Bellori ti porta ai 1091 mt di Bosco.
Pendenza media del 6,2% in un ambiente tranquillo, scarsamente frequentato da moto e macchine.
A metà salita bisogno fisiologico e mi raggiunge uno stradista Focus su Cayo.
Saliamo dello stesso passo e cominciamo a ciacolare.
Trattasi di Valerio e anche lui abita a Borgo Santa Croce, a Verona.
A meno di 2 km dal gpm foro all'anteriore (o pizzico, non so) ma faccio un velocissimo pit stop e Valerio mi attende.
Ripartiamo, arriviamo al gpm e sosta al bar-pasticceria Valbusa dove ci facciamo pasta e caffettino
Arriva anche Bontempo di Mtb Revolution e ci scappa una veloce chiacchierata.

Tempo di dividerci ed io mi dirigo verso San Francesco e quindi Cerro.
Dopo Cerro il fattaccio...
Mi dirigo verso l'incrocio per Romagnano.
Prima dell'ultima curva controllo e dietro non ci sono macchine.
Mi sposto verso il centro per mettere il braccio sx ed indicare la svolta.
Da dietro arriva una monovolume a cannone che non vuole attendere e mi si incolla a pochi cm dal posteriore suonando senza sosta come un pazzo.
Vedo il paraurti troppo vicino e stringo verso l'interno.
Ma a lui non basta...
Mi supera e credo che se ne vada, direzione Stallavena....
Dietro non c'è nessuno..svolto a sx ma lui rallenta all'improvviso e pianta una frenata, per farmi impattare contro il suo paraurti...
Scarto per istinto e sfioro paraurti lato sx...
Dal finestrino spunta un dito medio....a fianco la moglie....dietro due bambini.
Scuoto la testa...sono stato colto così di sorpresa che non ho parole...
Il livello di inciviltà nei confronti di noi ciclisti è abissale...
Mi dirigo verso Romagnano ma un paio di ciclisti in senso contrario mi dicono che la strada per Grezzana è chiusa, causa gara di auto sportive.
Torno indietro e quindi giù verso Stallavena e poi dritto per dritto lungo la Valpantena, arrivando a Verona.

Chiudo con 75 km e 1510 mt+ di ascesa accumulata.

Uscita piacevole guastata da un episodio che avrebbe potuto avere tragiche conseguenze.
Non mi raccapacito del livello di idiozia di un padre di famiglia, con moglie e figli al seguito, che ha deliberatamente cercato di farmi cadere.
Fine settimana di spessore in termini ciclistici che restituisce 246 km e 4669 mt+ di ascesa.
Keep in touch!

venerdì 2 giugno 2017

Cactus Chronicles: tappa di montagna in bdc (2/6, 2017)

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Uscita bdc di spessore quella odierna, in termini di km e di ascesa positiva, giocata ad ovest, sul Monte Baldo.
Partenza di prima mattina da Verona e mi gioco la direttissima: casa, Ponte Pietra, Ponte Catena, Lungadige Attiraglio, Chievo, Ciclabile del Biffis, Salita di Rivoli e arrivo a Caprino.
Finora ho scherzato, ora il gioco si fa serio.
Mi attende la prima salita di giornata - teoricamente spezzata in due ma è un modo di dire - ossia la Caprino - Cavallo di Novezza.



















Arrivo a Spiazzi e si prosegue per Ferrara di Monte Baldo.
Visto così il profilo altimetrico sembra una mezza cassada ma quando vedete questo cartello allora c'è poco da ridere.


Comunque sto bene quindi...si pedala e silenzio.
Partendo presto la temperatura rimane frizzante e tenuto conto che saliamo di quota...si suda ma... non si diventa matti.
Si sale sempre più di quota e le mucche al pascolo...invadono la sede stradale.


Arrivo al Rifugio Novezzina ma la strada per arrivare al gpm nobile di giornata è ancora lunga


















Proseguo arrivando a Cavallo di Novezza.
Teoricamente finisce la prima parte della salita ...ma non è che si senta chissà che differenza tra la prima parte e la seconda, ossia la Bocca Navene - Rifugio Graziani, il mio primo gpm.





Comunque la salita è più dolce e ne approfitto per recuperare.
Arrivo a Bocca di Navene ed inizia la 2^ parte della salita.

Questo tratto, seppur breve, lo subirò, non trovando mai il giusto colpo di pedale.


Il Rifugio Graziani non è lontano, ci fosse qualche stradista per avere un riferimento visivo sarebbe meglio ma, in questo senso di marcia, da inizio salita non ho superato ne mi ha agganciato qualcuno.

Da una parte buon segno ma dall'altra mi manca un riferimento visivo.
Arrivo al Gpm (1617 mt) e ci sono alcuni stradisti, saliti da Avio.
C'è vento e anche freschetto, mi copro subito con bandana e antivento.
Panetto e coca e mi dirigo verso est, direzione Pra della Stua lasciando alle mie spalle il Rifugio Graziani.

Non manca la sosta volante alla fontana, in quanto da buon biker non me ne faccio sfuggire nessuna.




Poco dopo Pra della Stua, invece di proseguire verso Avio, svolto a dx per affrontare la 2^ salita di giornata ossia i Dossioli, un vero e proprio Moloch, sopratutto nei primi 3 km, una sorta di Sdruzzinà.

Le prime rampe ti chiedono subito se sei sicuro di quello stai facendo ma ho un pacco pignoni da scalatore (11-32) quindi... niente panico.
Anche qui in salita non vedo nessuno ma vi sono stradisti in senso contrario che non mancano di salutare per primi, ben sapendo le pendenze che sto affrontando.
Terminato il tratto più duro mi fermo al volo alla fontana, visto che bevo spesso, la strada da fare è ancora lunga.

A Pra Alpesina svolto in direzione sud e noto che la temperatura si è abbassata molto (15°), il cielo è scuro e le nuvole basse.... potrebbe piovere.

In discesa verso Spiazzi e arrivo a Caprino dove vado ad affrontare la salita che mi porterà a Passo dello Sceriffo.
Proseguirò quindi in discesa per Castion ed Affi ed al bicigrill faccio sosta per una meritata coca.
Aggancio la Ciclabile del Biffis  arrivando a Verona.

Chiudo con 171 km e 3190 mt+.





Molto soddisfatto della distanza percorsa e dell'ascesa positiva.
Certo, se devo guardare i miei dati e penso che Silvio (A) un collega stradista puro (complimentoni ufficiali Silvio) ha fatto settimana scorsa lo Zoncolan 4 volte (ossia 2 a/r)...la mia tripla cifra impallidisce...
Dai, ho la scusa che sono nettamente più vecchio...
Prossimamente dovrei uscire in bdc con Alessio (C), un triatleta con il quale potrei ritrovarmi a fare il prossimo anno la Verona-Resia.
Riguardo la maraja...
Ale (S) si lancia domani in un lungo in mtb, Luca (P) era impegnato per il Trofeo Pindemonte di Atletica Leggera.
Io domani mattina in piscina con DS e domenica ci scapperà una sgambata in bdc in Lessinia, forse Bosco via Lughezzano, vedremo.
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